Preventivo prestiti: cosa occorre tenere d’occhio?

Scegliere tra un prestito e l’altro non è semplice. Le aziende del settore, infatti, sono solite cercare di camuffare o addirittura nascondere una serie di costi che possono andare ad incidere in maniera notevole sulla rata da corrispondere di mese in mese per il piano di rientro. C’è però il modo di riuscire a capire meglio la questione, ovvero informandosi su tutti gli aspetti che andrebbero presi in considerazione prima di optare per un finanziamento. La chiave di volta è rappresentata dal preventivo, ovvero dal documento rilasciato dalle varie finanziarie di fronte alla richiesta di prestiti provenienti dai potenziali clienti. Per saperne di più al proposito consigliamo di consultare migliorepreventivoprestiti.it, ove sono presenti guide e news in grado di spianare la strada a chi ancora non abbia le idee chiare al proposito.

 

L’importanza della trasparenza

 

Quando si chiede un preventivo, lo si fa perché si intende valutare la convenienza della proposta e magari mettere a confronto le varie offerte pervenute. Il modo migliore per riuscire nell’intento è quello di riuscire ad avere un preventivo in grado di precisare tutte le voci di spesa. Come abbiamo già ricordato, infatti, le aziende del settore cercano di complicare la vita al cliente nascondendo le cosiddette spese accessorie, una categoria in cui vanno a rientrare i costi collegati all’avvio e alla gestione della pratica, oltre all’assicurazione da stipulare a corredo di essa. Per riuscire ad avere ben chiaro il quadro occorre fare ricorso al TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale), che va in pratica ad inglobare tutti i costi i quali vanno a gravare sulla rata mensile. Si tratta di un indicatore molto più probante del TAN (Tasso Annuo Nominale), che invece prende in considerazione solo il tasso di interesse applicato.

Come si può facilmente comprendere, quindi, occorre visionare con grande attenzione i preventivi, confidando nel fatto che le aziende consultate diano una sufficiente risposta alle esigenze di trasparenza che hanno spinto le istituzioni europee ad obbligarle a rilasciare il cosiddetto Modulo Secci. Proprio questo modulo, infatti, deve essere consegnato al potenziale cliente che a sua volta potrà consultarlo per avere un quadro più chiaro della situazione prospettata dall’ente consultato.

 


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